HIDEO KOJIMA
Il Signore del Marketing
4 Luglio 2016

 
Dopo la conferenza Sony all’E3 ne parlano tutti, quindi perché non parlarne anche noi. Ci riferiamo a Death Stranding, la nuova idea scaturita dalla mente di Hideo Kojima. Tutti hanno visto le stesse immagini, eppure i commenti e le speculazioni scaturite sono state molte e molto differenti. Noi però non vogliamo parlare di ciò che Death Stranding potrà essere, ma di ciò che il pubblico ideologico ha esternato dopo la visione del cinematic trailer.
Prima di addentrarci in quest’analisi vorremmo fare una premessa: i videogiochi fanno parte del modo della comunicazione e la comunicazione è al servizio anche dell’universo videoludico. Di conseguenza, anche se in maniera indiretta, l’industria videoludica è regolamentata dalla leggi del marketing.
 
Questa premessa è doverosa per poter dire che il video teaser presentato da Kojima è una perfetta operazione di marketing fatta solo e soltanto con lo scopo di accontentare il pubblico videoludico, il quale però, a distanza di alcune ore dalla presentazione, ha ben pensato di lamentarsi perché non contento di ciò a cui aveva assistito.
In molti si aspettavano il lancio del nuovo gioco, altri invece ritenevano necessaria almeno la visione del gameplay. Insomma, da fanatici bulimici di rumors e spoiler, tutti volevano di più. Ma nel voler di più si sono istantaneamente dimenticati di quello che Kojima aveva appena detto: “abbiamo un’idea fantastica, che porterà l’esperienza videoludica su terreni ancora sconosciuti. Non abbiamo ancora un motore grafico ma stiamo lavorando per far si che quest’idea si concretizzi. Abbiamo la volontà e i mezzi per farlo. Ora vi mostriamo a cosa abbiamo pensato”. In molti queste parole non le hanno nemmeno percepite perché troppo concentrati sul maxischermo, come un cane fisso sull’osso nella mano del padrone.
Non crediamo che Kojima volesse mostrare a tutti i costi qualche immagine del nuovo titolo, ma di certo i videogiocatori volevano assolutamente una prova tangibile che il genio ti Tokyo fosse all’opera su qualcosa. La prova è arrivata, prodotta magistralmente per la gioia di chi la richiedeva. Gli stessi che dopo l’eccitamento iniziale hanno iniziato a definirla insufficiente perché non mostrava nulla del gioco.
Noi invece l’abbiamo vissuta così: il titolo (Death Stranding) definisce sicuramente uno dei temi per il gioco, immagini e fotografia caratterizzano in maniera abbastanza concreta quale sarà l’ambientazione e l’atmosfera, i dettagli dei personaggi e degli oggetti ambientati identificano da che universo Kojima ha preso spunto per razionalizzare le scelte stilistiche e concettuali del gioco.
 
Quindi, coloro che ci hanno visto solo un video senza alcun riferimento al gioco crediamo abbiano visto il trailer ad occhi chiusi. Badate bene, non intendiamo gli occhi della realtà ma bensì gli occhi del videogiocatore sognante. Quel videogiocatore che non vive di post e rumors ma che gioisce quando un titolo viene pubblicato, può giocarci e si rende conto che è anche bello. Chi si non si aspettava nulla ha potuto sognare in due minuti, che si aspettava qualcosa di più è condannato a lamentarsi fino a data da definirsi.
 
As usual, Stay Nerds!


Xa
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