INDIE. CHE SUCCESSO (IN)ASPETTATO.
25 Gennaio 2016

Eccoci, in un tardo lunedì, a parlare di INDIE Games. Li definiamo così perché le loro case di produzione non muovono ancora le cifre dei grandi nomi quali Konami, Ubisoft, Square Enix e altri noti. Tuttavia (ma non sempre) offrono esperienze videoludiche che ci fanno chiedere come sia possibile che un manipolo di Nerd in una cantina sia in grado di pensare, visualizzare e sviluppare due ore di entusiasmante gioco (senza bug) che ci fanno rimpiangere i soldi spesi per un titolo AAA pubblicizzato alla nausea.
Questo è l’immaginario collettivo, ma conoscendo di persona alcuni sviluppatori indipendenti ti rendi subito conto che l’unica cosa che gli manca è un nome rinomato e conosciuto. Se all’inizio solo in pochi provavano ad affacciarsi al mondo del game devoloping come INDIE, oggi questi soggetti sono realtà ben consolidate e strutturate e hanno spianato la strada a tutti i successori che negli ultimi 3 anni sono atterrati nel panorama INDIE dei videogames.

Chi pensava che gli sviluppatori INDIE fossero dei fuochi fatui ha decisamente sbagliato le proprie previsioni. Per darvi solo alcuni esempi della maturità di queste realtà vi cito l’atmosferico STASIS di Brotherhood, l’illusorio MONUMENT VALLEY di UsTwo, l’emozionante JOURNEY di ThatGameCompany, il poliedrico THE BEGGAR’S RIDE di BadSeed, il geniale THE SWAPPER di Facepalm Games o l’imminente e imprevedibile NECROPOLIS di Harebrained Schemes.
Questi esempi sono la dimostrazione di come piccoli team di sviluppo ben organizzati siano in grado di dare alla luce titoli che possono, senza dubbio, competere nell’attuale mercato videoludico.
Come ben sappiamo però, per quanti titoli INDIE di buona qualità siano presenti ce ne sono altrettanti che pur essendo completi non si avvicinano minimamente a delle beta release dei titoli migliori. In questi casi possiamo solo affidarci al buonsenso degli utenti che li provano, sperando che rilascino un commento in linea con quanto di inadeguato hanno provato, così da evitarci un’inutile spesa.

In conclusione possiamo solo fare i nostri complimenti a realtà INDIE che riescono a sorprenderci con la qualità dei loro titoli, sperando che continuino su questa gloriosa strada e che i loro nomi possano diventare altisonanti. Inoltre, da videogiocatori, ci auguriamo che i team INDIE (e non), che fino ad oggi hanno proposto titoli di qualità scadente o mediocre, possano prendere esempio da chi ha realmente mostrato le proprie qualità.

Un saluto “in-topic” a tutti.
Stay INDIE!


Xa
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